martedì 20 dicembre 2016

Una fiaba sotto l'albero. C'era una volta la discrezione...

... Poi la discrezione fu (infine) scovata e "smascherata" dagli imbecilli e dovette ritirarsi nell'oblio (paradosso!).

C'era una volta il nome di una Scrittrice italiana che apparteneva a una penna sofisticata quanto popolare. Era amata da un largo pubblico di lettori quanto apprezzata dalla critica più esigente e raffinata. 
Ma questo nome non aveva un volto perché la Scrittrice (ma qualcuno supponeva trattarsi di uno scrittore... Sorvolo sulle implicazioni maschiliste di tali supposizioni, pertanto trasparenti nel loro sciovinismo) non desiderava che la sua persona fosse associata ai suoi libri. Riteneva che essi dovessero esistere ed esprimersi indipendentemente da lei, dalla sua immagine e dalle sue opinioni. Per spiegare questo suo punto di vista la Scrittrice pubblicò un volume in cui illustrava, tra le altre cose intelligenti e interessanti, questa maniera d'intendere il mestiere di scrittore e il destino (autonomo) delle opere.
Ma la Scrittrice andò troppo oltre e provocò così le ire degli imbecilli in modo irreversibile: ebbe l'ardire d'affermare che essere riconosciuta, intervistata, invitata ad esprimersi in pubblico, frequentare i festival letterari, essere ospite di programmi televisivi, proporre o imporre le proprie opinioni su questo e su quello... non la interessava. Davvero. Preferiva condurre una vita appartata, pur continuando a scrivere. Anzi, questo stato di cose l'aiutava a scrivere.
Ma come?!?! La Scrittrice non voleva essere "famosa"?!? Famosa!... Finire in televisione, sui giornali!... Non voleva! E sembrava quasi affermare che tutto ciò non contasse nulla!?...
Ciò non poteva essere! Fu così che un manipolo d'imbecilli trovò il modo di condurre delle indagini sull'identità della Scrittrice, finché l'imbecille più grosso di tutti trovò la maniera di "smascherarla" (ah, la furbizia... Ci fosse nel mondo tanta intelligenza quanta furbizia...). Certo, "smascherarla": questa criminale, nemica giurata della società dell'apparire, della popolarità senza talenti, della fama senza merito.
E così ora sappiamo che volto ha la Scrittrice, come si chiama, sappiamo dove vive, con chi vive, cosa fa, da dove viene...
La Scrittrice ha subito un'inaudita violenza, che nessuno potrà più riparare. E per che cosa? I suoi lettori, coloro che traevano piacere dai suoi libri, avevano appreso a farlo nell'ottica della Scrittrice, e amavano questo nome senza volto, che permetteva ai romanzi di esistere autonomamente nelle loro vite. Anche i lettori, dunque, sono stati defraudati e senza che si chiedesse, prima, la loro opinione.
Gli unici che si sono eccitati e rallegrati per il bel risultato dell'intrapresa sono gli imbecilli. Perciò, a fronte di una lunga serie di persone che ha subito, suo malgrado, una vera e propria violenza, c'è un pugno d'imbecilli soddisfatto (non possono essere in molti, avendo escluso dalla schiera degli imbecilli i lettori della Scrittrice, che sono invece numerosissimi).
Non so se mi va davvero d'entrare nel nuovo anno in una società in cui una minoranza d'imbecilli si crede in diritto di violare le vite altrui, i media forniscono gongolanti gli strumenti, e nessuno pensa di denunciare e mandare in galera questi deplorevoli sacerdoti della visibilità, dell'esternazione, della fama da quattro soldi.
Me lo sono dimenticato il vero nome della Scrittrice, mi sono dimenticata dove vive, cosa fa, da dove viene. Davvero. Il mio cervello ha sempre avuto questa funzione smart: il mio cervello si occupa con grande efficienza di dimenticare le cose che non mi interessano. Spero, in questo caso, di non essere l'unica.
I miei auguri di buon anno nuovo alla Scrittrice e ai suoi lettori.

2 commenti:

  1. Brava Paola! condivido tutto ciò che hai scritto!

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  2. Geniale (non è un caso), fresco, rigenerante. Grazie

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